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Displasia del gomito e displasia dell’anca nel cane: soluzioni e interventi per migliorare la qualità di vita

La displasia del gomito e dell’anca rappresentano due comuni condizioni ortopediche che possono influenzare significativamente la qualità di vita dei cani. Queste condizioni possono portare a dolore, zoppia e limitazioni nella mobilità. In questo articolo, esploreremo cosa sono la displasia del gomito e dell’anca nel cane, le loro cause, sintomi, diagnosi e, soprattutto, le opzioni di trattamento e intervento disponibili per migliorare la qualità di vita dei nostri amici a quattro zampe.

Displasia del gomito nel cane: la displasia del gomito è una condizione ortopedica degenerativa che colpisce l’articolazione del gomito del cane. È il risultato di un’anomalia nello sviluppo dell’articolazione del gomito, che può portare a una cattiva conformazione articolare e a un’usura anormale delle superfici articolari.

Cause: le cause esatte della displasia del gomito non sono completamente comprese, ma si pensa che vi siano fattori sia genetici che ambientali coinvolti. Alcune razze sono maggiormente predisposte a questa condizione, tra cui il Labrador Retriever, il Golden Retriever, il Pastore Tedesco, il Rottweiler ed il Bovaro del Bernese (ovviamente queste sono solo alcune).

Sintomi: i sintomi della displasia del gomito includono zoppia intermittente o persistente, rigidità nell’articolazione, dolore al gomito e difficoltà nel camminare o nel salire le scale.

Diagnosi: la diagnosi di displasia del gomito viene solitamente effettuata tramite esame fisico, valutazione della storia clinica del cane e radiografie dell’articolazione stessa.

Trattamento e interventi: il trattamento della displasia del gomito dipende dalla gravità dei sintomi e dalla condizione specifica del cane. Le opzioni di trattamento includono:

1. Terapia medica: questa può includere farmaci anti-infiammatori, integratori per la salute articolare e terapia fisica per migliorare la mobilità e ridurre il dolore.

2. Gestione del peso: mantenere il peso corporeo del cane nella norma è essenziale per ridurre lo stress sulle articolazioni.

3. Chirurgia: in alcuni casi, può essere necessario un intervento chirurgico per correggere l’anomalia strutturale dell’articolazione del gomito. Le opzioni chirurgiche includono la rimozione del tessuto osseo anormale, la fusione dell’articolazione o la sostituzione dell’articolazione con protesi.

4. Terapia complementare: alcuni proprietari ricorrono a terapie complementari come l’agopuntura, la chiropratica o la terapia con cellule staminali per alleviare il dolore e migliorare la funzione articolare.

Displasia dell’Anca nel Cane: la displasia dell’anca è un’altra condizione ortopedica comune nei cani, caratterizzata da un’anomalia nello sviluppo dell’articolazione dell’anca che porta a una cattiva conformazione articolare e a un’usura anormale delle superfici articolari.

Cause: anche per la displasia dell’anca, le cause esatte non sono completamente comprese ma si pensa che, esattamente come per il gomito, vi siano fattori genetici e ambientali coinvolti. Anche in questo caso, alcune razze sono più predisposte rispetto ad altre a questa condizione, tra cui il Pastore Tedesco, il Labrador Retriever, il Golden Retriever e il Bulldog.

Sintomi: i sintomi della displasia dell’anca includono zoppia posteriore, difficoltà nell’alzarsi o nel camminare, rigidità nell’articolazione dell’anca, movimenti rigidi o limitati e atrofia muscolare nelle zampe posteriori.

Diagnosi: la diagnosi di displasia dell’anca viene effettuata tramite esame fisico, valutazione della storia clinica del cane e radiografie dell’articolazione dell’anca.

Trattamento e interventi: il trattamento della displasia dell’anca mira a migliorare la qualità di vita del cane e a ridurre il dolore. Le opzioni di trattamento includono:

1. Terapia medica: come per la displasia del gomito, la terapia medica può includere farmaci antinfiammatori, integratori per la salute articolare e terapia fisica.

2. Gestione del peso: mantenere un peso corporeo sano è cruciale per ridurre lo stress sull’articolazione dell’anca.

3. Chirurgia: esistono diverse procedure chirurgiche disponibili per il trattamento della displasia dell’anca, tra cui la cosiddetta Triple Pelvic Osteotomy (TPO), la FHO (Femoral Head Ostectomy), la Total Hip Replacement (THR) e la Juvenile Pubic Symphysiodesis (JPS). La scelta della procedura dipende dalla gravità della condizione, dall’età e dalle dimensioni del cane, nonché dalle preferenze del proprietario e dalle risorse finanziarie disponibili.

4. Terapie complementari: terapie come l’agopuntura, la chiropratica e la terapia con cellule staminali possono essere utilizzate come complemento al trattamento tradizionale per alleviare il dolore e migliorare la funzione dell’anca.

Conclusioni: la displasia del gomito e dell’anca sono condizioni ortopediche debilitanti che possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei cani. Tuttavia, con una diagnosi precoce e un trattamento appropriato, è possibile migliorare notevolmente la salute e la mobilità del cane affetto. È importante consultare un veterinario esperto in ortopedia per determinare il miglior piano di trattamento per il proprio animale domestico, tenendo conto delle sue esigenze individuali e del suo benessere a lungo termine. Con cure adeguate e attenzione amorevole, i cani affetti da displasia del gomito e dell’anca possono ancora condurre una vita felice e attiva al fianco dei loro amati proprietari.

N.B. qualora si opti per l’acquisto di un cucciolo in allevamento, è fondamentale farsi rassicurare dall’allevatore, con le appropriate certificazioni, sull’esenzione da tali patologie riguardo i genitori ma non solo, perché spesso, fermarsi ai primi gradi di parentela, non garantisce che il Vostro nuovo membro della famiglia possa non avere questo grande problema. È onesto intellettualmente affermare che nemmeno se i nonni (e magari i bisnonni) sono esenti da displasia, le probabilità che il cucciolo abbia la patologia siano pari a zero; certo è che una buona selezione in allevamento può scongiurare di gran lunga il rischio. Pertanto, non bisogna valutare la scelta del cucciolo esclusivamente dal prezzo in quanto, quest’ultimo, potrebbe essere irrilevante ai fini di un buon acquisto.

Autore: Giuseppe Oberdan

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